Con le cesoie spezzammo le catene di quei capannoni e facemmo una grande festa, con la promessa che lì si sarebbe poi lavorato.

E infatti, appena un anno dopo, quel capannone tornò a essere luogo di lavoro.
Grazie al Contratto d’Area e ad Annalisa, la prima fabbrica ad aprire, con coraggio. Con il Premio che ha continuato a rappresentare l’accompagnamento culturale allo sviluppo locale, ispirando i giovani all’impresa e all’innovazione.

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1985–1987

impegno civico per il territorio

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Nel 1985, a Oliveto Citra, nasce il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno dall’impulso creativo di Mino Pignata come risposta al disorientamento provocato dal terremoto del 1980 e a una crescente sensibilità ambientale. Il fiume Sele, che per secoli ha alimentato le terre della Campania, viene minacciato dagli scarichi industriali e diventa il simbolo di una comunità che intende difendere e preservare il proprio patrimonio naturale.
Il coinvolgimento di altri comuni come Caposele, Colliano, Contursi Terme,

Senerchia e Valva segna l’inizio di una manifestazione che si propone non solo come un’occasione culturale, ma anche come un potente strumento di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità, promuovendo mostre artigianali, concerti, gare gastronomiche e concorsi di pittura.
Questo periodo segna l’inizio di un percorso di riscoperta delle tradizioni locali e di valorizzazione delle risorse turistiche.

1988–1999

nuove idee di meridionalismo

Nel 1988 il Premio Sele d’Oro compie un importante salto qualitativo, evolvendo in un concorso nazionale di studi sul Mezzogiorno intitolato “Nord e Sud: oggi e domani”. Questo concorso segna un momento cruciale nella storia del Premio, con l’obiettivo di promuovere una visione di meridionalismo nuova e indipendente, distante dall’assistenzialismo statale che aveva caratterizzato gli approcci precedenti. Si cerca, così, di individuare modelli di sviluppo autonomi e sostenibili per il Sud, attraverso un’analisi profonda delle sue peculiarità e delle sue potenzialità.

La giuria, presieduta da Michele Tito, assegna il primo premio a Giustino Fortunato, figura di riferimento nella comprensione delle dinamiche sociali ed economiche del Mezzogiorno, per il suo impegno intellettuale a favore della crescita culturale e politica del Sud. Questo periodo consolida il Premio come punto di riferimento per il dibattito culturale e sociale del Sud Italia.
Sono questi gli anni di Miriam Makeba, Richie Havens, Billy Preston, Roberto Murolo, Dori Ghezzi, Biagio Antonacci, Eugenio Bennato e Tony Hadley degli Spandau Ballet.

Il Premio Oscar Luis Bacalov al Premio Sele d'Oro

2000–2009

un palcoscenico per l’eccellenza

Serata Conclusiva Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2016 - Sud più o meno Europa

Tra il 2000 e il 2009, il Premio Sele d’Oro entra in una stagione caratterizzata da riconoscimento e autorevolezza.
La manifestazione si afferma come una delle principali kermesse culturali del Sud, capace di attrarre intellettuali, amministratori, studiosi e artisti sia dall’ Italia che dall’estero.
Oliveto si trasforma, ogni settembre, in un laboratorio di pensiero critico, confronto e progettualità. Il Premio diventa non solo un’occasione per celebrare il merito, ma uno spazio in cui è possibile analizzare i cambiamenti del

Mezzogiorno, cercando visioni comuni e nuove strategie di sviluppo.
Le giornate di Premio si arricchiscono di incontri, rassegne, mostre e spettacoli, offrendo una narrazione positiva e moderna del Sud.
Tra i protagonisti, personalità di grande spessore come lo storico Giuseppe Galasso e il giornalista Giuseppe Del Gaudio.
È in questi anni che il Premio conquista sul campo una dimensione nazionale e si apre al dialogo costruttivo con la zona del Mediterraneo e l’Europa.

2010–2019

i giovani sono i protagonisti

Nel decennio 2010–2019, il Premio Sele d’Oro si rinnova profondamente, aprendo le porte alle nuove generazioni e trasformandosi in un vero e proprio laboratorio di idee.
Il Mezzogiorno non è più solo oggetto di analisi, ma diventa soggetto attivo, capace di immaginare e costruire il proprio futuro. Nasce la sezione “Bona Praxis Young”, dedicata ai progetti di sviluppo sostenibile promossi da giovani tra i 18 e i 35 anni, che valorizzano buone pratiche locali in chiave innovativa.

Il Premio si arricchisce di seminari, workshop e incontri formativi, creando occasioni concrete di dialogo tra giovani, esperti e istituzioni. Oliveto diventa un punto di incontro tra esperienze diverse, che mettono in circolo energie nuove e visioni condivise. In questi anni cresce anche l’attenzione per il territorio e per una partecipazione attiva responsabile, con un programma che intreccia cultura, economia, turismo e ambiente.
Artisti come Ton Pret e Billy The Artist ne firmano i manifesti d’autore.

Serata Conclusiva Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2018 - In Sud we trust

2020–oggi

autonomia e cultura al sud

Serata Mediterranei Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2024 - Come sarà?

Dal 2020 a oggi il Premio Sele d’Oro si conferma uno spazio vitale di riflessione, confronto e proposta. Anche in un contesto segnato da emergenze globali e trasformazioni profonde, come il Covid-19, il Premio rilancia il suo impegno civile, culturale e politico per il Sud.
L’edizione 2024 celebra i quarant’anni di Premio con un tema centrale e attuale: “L’autonomia differenziata vista da Sud”. Vengono introdotte nuove sezioni come il Premio Michele Tito per il giornalismo e il Premio Euromed per saggi inediti, che aprono la manifestazione a nuove  

prospettive e linguaggi.
L’identità visiva dell’edizione è affidata all’artista Antonio Perotti, mentre la mostra “Vulcanica” di Petra Scognamiglio, accompagnata da un’installazione sonora di Lorenzo Pagliei, arricchisce il programma culturale.
Il Premio oggi è un osservatorio attivo, una rete di pensiero e azione, che continua a ridefinirsi e valorizzare esperienze virtuose, promuovendo il protagonismo giovanile e modelli sostenibili per il futuro del Mezzogiorno.

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roadmap dei manifesti del premio

Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2024
Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2023
Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2022
Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2021